Cerca nel blog

Caricamento in corso...

domenica 20 febbraio 2011

BIT 2011: più ombre che luci

Ho partecipato alla BIT 2011 che, come tutti gli anni, si è tenuta a Milano dal 17 al 20 febbraio.
Scrivo questo post per raccontarvi le mie impressioni.
Dirò una cosa scontata, ma la parola che riassume il concetto è CRISI!
La parte espositiva si è ridotta ancora, solo 3 padiglioni utilizzati ed alcuni nemmeno totalmente, la parte business praticamente inesistente: molte aziende di informatica che proponevano soluzioni per il turismo, alcuni portali di prenotazione online, poche catene alberghiere, pochi TO, alcune compagnie aeree e di navigazione, qualche autonoleggio... padiglione comunque scarsamente visitato e poco utile per il business vero ... la parte word concentrata in un altro padiglione, con alcune nazioni completamente assenti, vedi Paesi Bassi e Uk, altri  in versione low cost: USA su tutti.
Veniamo ora agli stand regionali, una volta i  veri protagonisti della rassegna: qui la crisi si sente ed anche i pesanti tagli!
Nel periodo delle "vacche grasse" gli stand regionali occupavano da soli quasi la metà della fiera, ora sono anch'essi ridotti in un unico padiglione, le protagoniste sono ancora le regioni a statuto speciale, specialmente del sud Italia, che evidentemente godono di budget  sempre sostanziosi, mentre alcune regioni protagoniste del turismo nazionale, come per esempio Trentino e Alto Adige, anche esse a statuto speciale, hanno notevolmente ridotto la presenza, il che la dice lunga ... anche il Veneto in versione ridotta, mentre il Friuli è rimasto sempre protagonista, ma ha di molto rivoluzionato la sua immagine, mantenendo in sostanza lo stand delle ultime edizioni e riducendone un po le dimensioni.
In controtendenza le Marche, con veramente un bello stand,  la Sicilia chiede aiuto alle province che intervengono direttamente nel grande stand regionale, Campania, Basilicata, Calabria, Lazio, Toscana, Emilia Romagna molto ridimensionate, Piemonte che  si salva solo grazie ai festeggiamenti per i 150 anni della repubblica: da soli occupavano un intero stand.
Lombardia. che essendo la padrona di casa non poteva nemmeno lei tirarsi indietro, di Veneto e Trentino abbiamo già parlato, Abruzzo e Molise, non li ho nemmeno visti ... cosi come l'Umbria.
Veniamo ora alla Liguria:  scuserete la sincerità, ma diciamo che bisogna intendersi sullo scopo per cui si partecipa ad un a fiera, ed alla BIT in particolare: se lo scopo è quello ci creare una scenografia adatta alla presentazione delle iniziative regionali dedicate al turismo per l'anno in corso, lo scopo è stato raggiunto, se invece lo scopo è quello di vendere il nostro territorio e favorire l'incontro della domanda con l'offerta, abbiamo sbagliato tutto ...
Altro appunto all'organizzazione: erano programmati due work shop per le giornate di venerdi e sabato, grossi problemi sia per sellers che per i buyers , appuntamenti sbagliati generati dal sistema automatico che assegnava gli orari degli incontri, problemi a reperire i biglietti d'ingresso,  organizzazione soggiorno dei buyers problematica, costo di partecipazione al works shop per i sellers che era almeno il doppio di quello di tutte le altre fiere, il che ha notevolmente limitato la partecipazione ai lavori da parte dell'offerta, e via cosi ... a testimonianza che un qualche problema chi organizza l'evento incomincia ad averlo ... e non è un bel biglietto da visita per l'industria turistica del Bel Paese...
Vorrei concludere questo post con alcune considerazioni e spunti di riflessione su quella che è la situazione attuale e su cosa possiamo fare per migliorare.
La situazione di crisi è molto forte, i consumi sono al minimo cosi come l'occupazione, la domanda interna è fortemente contratta, mentre quella estera ha talmente tante alternative, da Londra in 6,5 ore si raggiungono la Bahamas con le loro spiagge rosa, che, o ci si da da fare sul serio, o è meglio chiudere i battenti e coltivare i cavoli!!!
Quello che la gente cerca è facilità di collegamento, offerte a tema con prezzi accattivanti, immagine frizzante e suggestiva della destinazione, strutture moderne e con standard internazionali, professionisti preparati e cortesi,  servizi efficienti, possibilità di avere tutto questo a portata di mouse ...
Ergo:

  1. investimenti infrastrutturali
  2. investimenti promozionali: fiere, materiale cartaceo, web, eventi
  3. lavorare per segmenti di clientela, creando proposte da hoc, con servizi integrati e prezzi accattivanti
Non si può più pensare ad un unico target, dobbiamo lavorare su più piani ragionando su quello che la domanda cerca e su quello che il nostro territorio può offrire per incontrarla, e da li costruire il prodotto imparando a fare sistema.
Ecco, se riuscissimo a ragionare come IL DISTRETTO DEL TURISMO DI LAVAGNA O ANCORA MEGLIO DEL TIGULLIO,  avremmo qualche possibilità di sopravvivere alla concorrenza globale, diversamente penso che nel medio termine molti di noi passeranno all'agricoltura ...
Concludo ponendovi un quesito a cui spero qualcuno possa rispondere: ma il famoso STL Terre di Portofino, che fine ha fatto?

1 commenti:

  1. Ciao Mario,

    la tua analisi è lucida e spietata, mi viene voglia di cominciare a comprarmi un pezzo di terra ...
    scherzi a parte il Tigullio è un ambiente fantastico che può offrire ai frequentatori spiaggia e montagna quasi contemporaneamente e per di più questo territorio è compreso tra due eccellenze turistiche, 5 terre da una parte e Portofino dall'altra, lo sappiamo tutti, ce lo diciamo da anni però siamo sempre al punto di partenza, anche perchè ogni cittadina pensa di essere più furba delle altre e ognuno rema per conto suo (mi ricordo qualche anno fa di aver visto il sindaco di Sestri L. gioire non perchè aveva incrementato le presenze cittadine, ma perchè Lavagna era in flessione!), il STL che era nato con lo scopo di puntare allo sviluppo turistico unitario del suo territorio è stato prima stoppato dalla Regione, che ha rivendicato a se la promozione turistica e poi le solite beghe politiche l'hanno ridotto ad un fantasma, credo che formalmente esista ancora, anche se agonizzante, quello che poteva essere uno strumento efficace come al solito si è rivelato l'ennesimo inconcludente spreco di denaro pubblico (e privato)... Per il resto ognuno di noi dovrebbe fare una riflessione sulle problematiche e poi magari discuterne insieme, non so che altro dire.
    Ciao

    RispondiElimina